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Dopo il clamore suscitato dal cambiamento nelle condizioni d’uso di Facebook, il più grande social network del mondo, secondo le quali tutti i contenuti inseriti dagli utenti, comprese foto e video, anche se rimossi sarebbero rimasti negli archivi e diventati proprietà dello stesso Facebook, c’è stato un cambio di rotta.
Mark Zuckerberg, il suo fondatore ha annunciato che le condizioni d’uso resteranno come erano e che la modifica annunciata non verrà introdotta poiché, spiega, ”il tipo di feedback ricevuto ci ha convinti a lasciare le cose come stanno”. Per “tipo di feedback ricevuto” Zuckerberg intende il terremoto che si è scatenato tra gli utenti quando si è saputo ciò che stava per succedere, e che avrebbe indotto molti potenziali futuri iscritti a desistere dall’idea per tutelare la propria privacy.
Questo episodio consente di riflettere su quanto sia grande il potere delle masse sul web, al contrario di ciò che accade nel mondo reale e quanto (forse) l’idea di far politica attraverso i social network non sia poi un’assurdità perché consentirebbe la reale applicazione della democrazia, e darebbe la possibilità ad ogni cittadino di esprimersi su leggi e questioni sociali, bypassando la figura del “rappresentante politico”.
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